È decisamente affascinante la sensazione che evocano i luoghi un tempo abitati e poi lasciati soli al tempo che passa.

Sono molti gli appassionati di questo genere di siti, che amano esplorare paesi fantasma, parchi divertimento abbandonati, ex ospedali che si sgretolano sotto l’azione del tempo: i cosiddetti urban explorers scovano rovine e strutture in declino, si avventurano nei loro perimetri e scattano foto piene di suggestione.

La nostra penisola è ricca di questi scenari misteriosi, vero paradiso per gli esploratori urbani: in questo articolo vi parliamo di 5 tra i posti abbandonati più suggestivi d’Italia, che potranno regalarvi avventure uniche, tra paesaggi crepuscolari e adrenalina.

Consonno: la città fantasma
Anche conosciuta come Las Vegas della Brianza, Consonno è una piccola frazione del comune di Olginate. Si trova in provincia di Lecco ed è frutto del sogno visionario del Conte Mario Bagno, l’eccentrico imprenditore che negli anni ‘60 mise gli occhi sulla minuscola cittadina e ci vide un territorio perfetto per il suo grandioso progetto edilizio, a metà tra genio e follia.

Il Conte rase infatti al suolo l’antico borgo appollaiato sulle colline lecchesi ed iniziò la costruzione di una nuova Consonno, pensandola come una vera e propria Città dei Balocchi. Il paese era pensato per essere meta di gioco, divertimenti ed eccessi e comprendeva, tra le altre strutture, un Grand Hotel, un luna park, un circuito automobilistico, un bazar con annesso minareto, un castello medievale, una pagoda cinese e fontane multipiano, simboli perfetti del boom economico in pieno vigore in quegli anni.

Ciò con cui l’imprenditore non fece i conti, però, era l’imprevedibilità della natura: una frana, infatti, bloccò nel 1976 l’accesso al borgo, rendendo la strada per Consonno impraticabile. Fu l’inizio della fine per la Las Vegas brianzola, che fu progressivamente abbandonata e si trasformò nel luogo desolato e spettrale che è oggi. Purtroppo, vittima negli anni di numerosi atti di vandalismo, sono molti i volontari che cercano di preservare questo gioiello così particolare: la natura ha invaso parzialmente gli edifici in cemento che si sgretolano e la ruggine divora lentamente il resto delle costruzioni, rendendo questo luogo quasi surreale. Tra street art e silenzio, Consonno è una meta da non perdere se si è alla ricerca dei più suggestivi luoghi abbandonati presenti in Italia: visitarla al calar della sera regala emozioni sicuramente particolari.

Il Vallone dei Mulini

Fu in passato il cuore della vita di Sorrento, ma verte oggi in stato di abbandono: il Vallone dei Mulini è una valle di origine vulcanica che sorge proprio accanto alla città di Sorrento, a pochi minuti a piedi dal suo splendido lungomare e dalla rinomata piazza Tasso. È qui che un tempo si trovavano un mulino, una segheria e un lavatoio pubblico, alimentati dalle acque che sgorgavano dalle colline circostanti. Agli inizi del ‘900, però, la valle fu completamente abbandonata e le attività che ospitava trasferite poco lontano.

Anche in questo caso la natura si è volentieri impadronita degli edifici del Vallone, avvolgendoli in pochi anni con una vegetazione rigogliosa: l’ambiente umido della zona ha favorito il processo ed ha creato uno scenario unico nel suo genere. Oggi il Vallone è tra i più apprezzati posti abbandonati in Italia, ammirabile in tutto il suo fascino da un affaccio che guarda sul burrone.

L’Abbazia di San Galgano

La sorprendente Abbazia di San Galgano si trova a meno di un’ora di auto da Siena, nel comune di Chiusdino. È stata costruita dai monaci cistercensi per accogliere i pellegrini che si muovevano verso il vicino eremo di Montesiepi e la sua edificazione iniziò nel 1218. Restò un luogo di culto per diversi secoli, fino a che nel 1786 il campanile crollò rovinosamente sulla struttura sottostante, travolgendo nella sua caduta il tetto dell’edificio.

Da allora l’Abbazia fu abbandonata, utilizzata un po’ come stalla, un po’ come cava di pietra, fino a che finalmente nel XX secolo ne fu riconosciuto il valore culturale e fu messa in sicurezza e resa visitabile. Oggi è possibile entrare in questa straordinaria chiesa senza tetto ed ammirare il cielo dall’interno delle sue immense navate: un’esperienza che lascia letteralmente senza fiato. Anche di notte è possibile visitarla, per godersi lo spettacolo di un cielo stellato che fa capolino tra le pareti in pietra: uno dei luoghi abbandonati d’Italia senza dubbio più caratteristici.

Nella vicina rotonda di Montesiepi, poi, sono custodite la tomba di San Galgano, nonché la leggendaria “spada nella roccia”: si narra, infatti, che si tratti della spada che il Santo conficcò nella roccia il giorno in cui decise di rinunciare alla sua vita nobile in favore della fede e di un’esistenza eremitica. Si dice che la spada sia simbolo di pace e che voglia raffigurare una croce. Inevitabile il richiamo alla mitologia della Tavola Rotonda e della famosissima Spada nella Roccia.

L’ex ospedale psichiatrico Giuseppe Antonini
Non può certo mancare, nell’ elenco dei posti abbandonati più particolari d’Italia, un ex istituto psichiatrico. Dopo che la legge Basaglia decretò nel 1978 la chiusura degli ospedali psichiatrici, anche il manicomio di Mombello di Limbiate, in provincia di Monza e Brianza, chiuse i battenti. Si trattava di uno dei manicomi più grandi d’Italia, ospitato all’interno del complesso di villa Pusterla-Crivelli: tra padiglioni e giardini recintati la struttura ha visto scorrere per circa 130 anni di attività le vite di migliaia di pazienti. Gli ambienti in stato di abbandono dell’istituto sono a dir poco agghiaccianti e raccontano le storie di chi è stato in cura lì per anni.

Isola di Poveglia

Nella parte sud della colorata Laguna di Venezia si trova l’Isola di Poveglia, anche conosciuta con l’evocativo nome di Isola del Male. Un tempo rifugio per una vivace comunità di pescatori, l’isolotto fu evacuato in occasione della Guerra di Chioggia nel XIV secolo, fungendo poi solamente come magazzino e stazione marittima. Nel corso del ‘700 divenne anche lazzaretto per i malati di peste, costruendosi una fama non particolarmente prestigiosa: chi perdeva la vita veniva bruciato e sepolto sull’isola stessa ed iniziarono a diffondersi presto numerose leggende su fantasmi e sinistre presenze.

L’isola conta solamente sette ettari di terreno, ma è considerato uno dei luoghi più infestati del mondo. Complici di quest’aura di inquietante mistero anche le voci che vorrebbero l’isola sede, tra il 1922 ed il 1946, di un istituto psichiatrico, luogo di torture e trattamenti non particolarmente ortodossi che avrebbero lasciato sull’isola gli spiriti tormentati di molti ex pazienti. Uno dei posti abbandonati in Italia davvero da brivido, in bilico perfetto tra storia e mistero. Inaccessibile al pubblico, la si può visitare ufficialmente solo con autorizzazione del comune di Venezia, da richiedere almeno 10 mesi prima.

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