Mai sentito parlare di street food? L’Italia certamente è famosa per la dieta mediterranea, ma i piatti di street food nel nostro paese sono tantissimi. Il “cibo da strada” è comodo, si può mangiare all’aperto oppure usare come schiscetta o pranzo per il lavoro o un pasto in mobilità. Ha una storia millenaria, anche se solo negli ultimi decenni è tornato in voga e da fenomeno popolare ha conquistato addirittura gli chef stellati. Scopriamo insieme di cosa si tratta!

Cos’è lo street food e come si mangia

Per “street food” si intendono dei piatti che possono essere ordinati presso specifiche bancarelle e consumati in strada. Si tratta solitamente di specialità della gastronomia locale, regionale ma anche etnica, che si consumano spesso passeggiando, anche in occasione di fiere e manifestazioni popolari.

Da uno studio della Coldiretti, emerge che il 52% degli italiani acquista street food e questo dimostra il grande successo di questo fenomeno che ha origini antichissime. Infatti, in Italia vengono organizzati ogni anno degli eventi dedicati a questa tipologia di cibo, anche se la definizione comprende in generale i piatti presenti nei food truck o nelle bancarelle che si posizionano tutto l’anno nelle città italiane.

Arancini, o arancine, tipici della Sicilia

Solitamente lo street food si consuma passeggiando per le città, sia per una pausa pranzo dal lavoro sia per una cena diversa e veloce prima di passare la serata altrove. Molti food truck possono prevedere delle sedute su panche, tavolini e sedie dove è possibile fermarsi per consumare il piatto, ma tradizionalmente lo street food nasce per essere consumato, appunto, in strada.

Non si tratta di cibo spazzatura, anzi, sono piatti che utilizzano prodotti locali e sono sempre più diffusi i food truck di street food vegetariano o vegano, così come quelli senza glutine o particolarmente leggeri.

Farinata di ceci, tipica della Liguria

Dove nasce lo street food in Italia?

Il cibo di strada ha una storia antica: più di 3.000 anni fa ad Atene, in Grecia, i venditori ambulanti preparavano nei propri baracchini minestre di fave e zuppa calda di ceci. Erano piatti semplici, veloci e saporiti che avevano l’unico scopo di saziare con un piatto veloce chi aveva bisogno di sfamarsi.

Arrivando all’Antica Roma, gli antenati degli odierni food truck erano le “tabernae”, ritrovate anche negli scavi a Pompei, che si affacciavano alla strada e proponevano cibo caldo ed economico, da mangiare direttamente sul bancone.

Nel Medioevo, lo street food ha acquisito un’accezione negativa, perché mentre i signori pranzavano a casa con tutte le comodità completamente serviti, tutto il ceto basso composto da garzoni, facchini e tuttofare mangiava in strada dagli ambulanti che proponevano cibo economico senza pretese.

Oggi sappiamo che fra caratteristici food truck e stuzzichini gourmet, lo street food è diventato l’ultima moda e addirittura gli chef stellati creano i propri piatti con questo stile. Di norma, il cibo di strada è sinonimo di qualità e di ricercatezza e, ovviamente, di identità territoriale, a prescindere dal costo degli ingredienti utilizzati.

Arrosticini, spiedini di agnello tipici abruzzesi

I cibi da strada più famosi in Italia

Oggi, se è vero che anche la pizza può essere considerata parte dello street food se acquistata e consumata in strada, ci sono dei cibi di strada particolarmente apprezzati nel nostro Paese. Ecco alcuni fra i più conosciuti:

  • Arancini (o arancine) di riso, un classico siciliano, un piccolo timballo di riso ripieno di ragù, piselli o formaggio.
  • Arrosticini, spiedini abruzzesi d’agnello.
  • Babà, il dolce napoletano per eccellenza aromatizzato al rum che può essere mangiato di mattina per una colazione al volo o come sfiziosità durante il giorno.
  • Piadina romagnola, da riempire con ciò che più piace.
  • Cannoli, dolci siciliani tra i più famosi al mondo ripieni di ricotta di pecora, cioccolata e canditi.

Cannoli siciliani con ricotta di pecora

  • Farinata, una torta salata ligure a base di ceci e cotta in forno.
  • Focaccia di Recco, di origine ligure e composta da pasta salata ripiena di formaggio.
  • Panino al Lampredotto, tipico della Toscana, a base di stomaco di vitellone bollito.
  • Olive all’ascolana, stuzzichini delle Marche a base di olive, piene di carne macinata, impanate e fritte.
  • Panigacci della Lunigiana, sfoglie sottili ripiene di pesto o con olio e parmigiano, tipiche dell’Emilia-Romagna.
  • Porchetta, solitamente servita a panino, è la carne di maialino arrostito e aromatizzato.

Babà aromatizzati al rum, tipici napoletani

I piatti dello street food si aggiornano ogni anno e accanto ai classici nascono sempre nuove alternative che è possibile trovare soprattutto in occasione degli eventi dedicati, che hanno appunto lo scopo di far avvicinare le persone a questo mondo in continua evoluzione.

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