L’Alto Adige è un territorio dove autenticità e tradizioni profonde sono di casa e, spesso, sono anche legate a doppio filo ai cicli naturali, al lavoro nei campi e all'enogastronomia della regione. L’antica usanza del Törggelen è proprio una di queste sentite ritualità: è decisamente unica nel suo genere ed affonda le sue radici in un passato davvero antico.

Caratteristica soprattutto della zona di Bolzano, va in scena l’ultimo fine settimana di settembre e prosegue fino agli inizi di dicembre, attraendo ogni anno migliaia di turisti e curiosi interessati a scoprire tutto sull’originale tradizione del “vino nuovo”.

L’Alto Adige, insomma, non offre “solo” panorami capaci di togliere il fiato, sport all’aria aperta, borghi deliziosi e spazi aperti dove lo sguardo può correre libero fino all’orizzonte: è anche cultura, consuetudini familiari tramandate di generazione in generazione e legame profondo con la propria terra. Una regione assolutamente da esplorare in lungo e in largo, specialmente nel periodo autunnale, proprio per partecipare al Törggelen.

Le radici della tradizione: il Törggelen originale

Il termine törggelen deriva dalla parola latina torquere, che significa pressare o strizzare, e che si riferisce chiaramente all’atto di pressare i grappoli d’uva nelle cantine con gli appositi torchi. In tutto l’Alto Adige, storicamente, la fine della vendemmia era vista come un momento di festa, che veniva celebrato appunto con l’usanza secolare del Törggelen, che gli abitanti locali chiamano anche “la nostra quinta stagione”.

Per celebrare la produzione del vino nuovo, contadini, vignaioli e pastori si incontravano tradizionalmente nelle cantine proprio a fine vendemmia, al fine di degustare insieme la nuova annata. Oltre che essere occasione per assaggiare il vino novello, il Törggelen era un momento conviviale unico, che riuniva la comunità nel calore delle stube in legno, permetteva scambi commerciali e fungeva da momento di relax in cui consumare prodotti tipici e banchettare in compagnia.

Il Törggelen originale è ancora, quindi, una delle molte usanze tipiche dell’Alto Adige che la regione è fiera di portare avanti negli anni e di condividere con chiunque abbia voglia di farsi avvolgere da bellezza, profumi e sapori decisamente unici.

Il Törggelen oggi

Nonostante le modalità di produzione del vino e gli stili di vita siano drasticamente cambiati nei secoli, il periodo del Törggelen è ancora molto sentito in Alto Adige, e sono numerose le celebrazioni che accompagnano tutt’oggi la raccolta delle uve, la loro pigiatura e la realizzazione dell’ottimo vino altoatesino.

Durante il periodo del Törggelen ristoranti e locande della zona si trasformano in piacevoli luoghi dove celebrare quello spirito di convivialità che è insito nella tradizione del vino nuovo. Abitanti del posto, turisti, visitatori, escursionisti ed amanti degli inconfondibili paesaggi altoatesini non perdono occasione per riversarsi ogni anno in questi territori per non mancare l’occasione di gustare il vino novello.

Sedersi a tavola per assaggiare le prelibatezze che contornano il Törgelen sa essere ancora più piacevole dopo una sana e rigenerante sessione di trekking tra i meravigliosi sentieri dell’Alto Adige. Sono pressoché infinite, infatti, le opportunità di escursioni nella natura che permettono qui di passeggiare tra i colori unici del foliage, e di attraversare boschi, castagneti e pittoreschi borghi montani sospesi nel tempo. Proprio lungo questi spettacolari percorsi escursionistici spuntano come un miraggio masi ed aziende agricole che tra fine settembre e fine novembre aprono le loro stube per accogliere i visitatori e viziarli con le specialità della cucina altoatesina.

Cosa assaggiare durante il periodo del Törggelen?

Impossibile non provare i cosiddetti schlutzkrapfen, i tradizionali ravioli altoatesini ripieni di spinaci e ricotta, come è d’obbligo gustare un buon piatto di canederli. E come resistere poi a tutti gli altri piaceri del palato che l’Alto Adige sa offrire? Tra speck e formaggi locali c’è l’imbarazzo della scelta, e non si può certo dire di no alla carne salmistrata o a delle succulente salsicce con crauti, da accompagnare con una zuppa d’orzo o con del pane di segale. Per chiudere il Törggelen non possono mancare i super calorici krapfen e le già citate caldarroste, presenza fissa di questa tradizione assieme a mosto e vino nuovo, ovviamente.

Insomma, l’Alto Adige è una regione autentica ed emozionante in ogni stagione dell’anno, ma in autunno offre esperienze da assaporare con tutti e cinque i sensi. Impossibile resistere al richiamo: sentite già il profumo dell’eccellente vino novello altoatesino?

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