Acque cristalline, spiagge paradisiache e litorali ricchi di locali e movida: quando si pensa alla Sardegna, generalmente sono queste le prime immagini che compaiono alla mente. Ma, nonostante il patrimonio costiero di quest’isola sia decisamente straordinario, esiste una Sardegna alternativa, fuori dalle rotte turistiche e incredibilmente autentica: parliamo dell’entroterra sardo, un luogo che custodisce le radici più genuine dell’isola e che gode di una bellezza immutata nel tempo. 

Cosa vedere nell’entroterra sardo? Ecco qualche consiglio per un itinerario alla scoperta della vera Sardegna, fatta di orgogliosa identità, borghi secolari, siti archeologici e scorci naturalistici.

Entroterra della Sardegna: tra borghi e tradizioni

Se hai deciso di avventurarti nell’entroterra della Sardegna, non puoi perderti la Barbagia, una zona dalla bellezza ammaliante e piacevolmente selvaggia che si allunga sui fianchi del Gennargentu. Il Supramonte di Orgosolo è una delle aree che contribuiscono a rendere spettacolare questo angolo di Sardegna, caratterizzato da canyon, grotte, strette gole e una storia di pastori e banditi.

L’omonimo borgo di Orgosolo è una delle perle di cui la regione è più orgogliosa e vanta una storia lunga secoli. Le domus de janas, tipiche tombe sarde di origine preistorica, e i nuraghi riportano alla mente epoche antiche, ma a caratterizzare questo piccolo villaggio sono soprattutto i suoi murales. Sono circa 150 le pitture murali che colorano Orgosolo: raffigurano la vita contadina, la povertà, le dispute per il territorio e le difficoltà quotidiane e sono un’originale testimonianza dell’animato panorama di proteste e tensioni politiche e sociali che hanno caratterizzato la seconda metà del XX secolo.

Se stai visitando la Barbagia, non puoi perderti nemmeno il paese di Bitti, celebre sia per la sua importanza come centro caseario, che per il suo tradizionale canto a tenore. Incluso tra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità UNESCO, Bitti è un punto di partenza ideale per gli amanti dell’escursionismo, per esplorare l’entroterra della Sardegna in lungo e in largo.

Una Sardegna alternativa: itinerari dell’entroterra sardo

Tra gli itinerari dell’entroterra sardo, ad una manciata di chilometri da Orgosolo, si trova la Foresta di Montes, 4.500 ettari di territorio incontaminato in cui una vegetazione rigogliosa fatta di querce, aceri e agrifogli si alterna a testimonianze del passato, come le Tombe dei Giganti, i Pinnettos, tradizionali rifugi dei pastori, e il Nuraghe Mereu, splendida fortezza nuragica.

Chi desidera fare trekking nell’entroterra sardo non può che proseguire poi passeggiando per i 35.000 ettari del complesso montuoso del Supramonte, ammirando i suoi altopiani e le sue gole rocciose e raggiungendo anche la fascia costiera di Orosei. Proprio nel Supramonte si trova la Gola di Gorropu, uno tra i canyon più profondi dell’intera Europa con le sue pareti alte fino a 500 metri e sede naturale del Rio Flumineddu.

Gli amanti degli sport acquatici non possono perdersi inoltre una visita al Fiume Cedrino, tra i più conosciuti e rinomati dell’entroterra della Sardegna: il suo corso crea panorami incantevoli ed è possibile qui lanciarsi in avventurose sessioni di kayak o in più tranquille gite in battello. Chi desidera invece godersi l’esperienza di osservare dei cavalli selvaggi allo stato brado può fare un salto nel Parco della Giara di Gesturi, un altopiano di 4.400 ettari e habitat naturale dei cavallini della Giara, curiosi destrieri dalla piccola stazza e dal carattere vivace.

Imperdibili nell’entroterra sardo sono anche gli Olivastri Millenari di Luras, in Gallura, come il Grande Patriarca, ovvero l’ulivo più vecchio d’Europa, risalente a oltre 4.000 anni fa. La Grotta Su Marmuri, nell’Ogliastra, è poi tra le formazioni naturali più impressionanti non solo d’Italia, ma di tutto il continente europeo.

Panorama della città di Tharros
Tharros

I siti archeologici dell’entroterra sardo

Parlando delle bellezze nascoste tra le zone interne della Sardegna non si possono non menzionare le molte testimonianze archeologiche racchiuse in quest’isola dai mille volti. Il sito archeologico di Su Nuraxi, ad esempio, è uno dei villaggi nuragici più ampi della regione, si trova a Barumini ed è stato inserito anche tra i Patrimoni Mondiali dell’Umanità UNESCO.

Tra Dorgali e Oliena sorge il Villaggio di Tiscali: situati proprio sul Monte Tiscali, in una grande dolina, i resti di questo villaggio sono meta prediletta dagli escursionisti alla scoperta dell’entroterra sardo. Probabilmente risalente all’Età Nuragica, questo villaggio fu ristrutturato e abitato anche in epoca romana.

Ma i siti archeologici dell’entroterra della Sardegna sono moltissimi altri: il Complesso Nuragico di Palmavera e la Necropoli di Anghelu Ruju, vicino ad Alghero, ma anche l’Area Archeologica di Tharros, vero e proprio museo a cielo aperto, situato a sud della Penisola del Sinis. O ancora, l’Area Archeologica di Nora, a Pula o, per fare un salto in epoche più recenti, la Miniera di Montevecchio, interessante sempio di archeologia industriale.

Tour enogastronomici nell’entroterra sardo

Per concludere egregiamente questo viaggio nelle zone interne di una delle regioni più sorprendenti d’Italia, non si può che menzionare l’opportunità dei numerosi wine tour a cui è possibile partecipare, per godere non solo delle zone più belle dell’entroterra sardo, ma anche dei suoi deliziosi sapori.

L’entroterra sardo è fatto anche di vigne e profumate coltivazioni: i migliori vitigni della zona comprendono nomi celebri come il Cannonau, il Nuragus o il Vermentino. Un ottimo punto di partenza per un tour di degustazioni può essere il borgo di Oliena, alle pendici del Monte Corrasi: non solo è famoso per lavorazioni tradizionali come quella dei ricami sugli scialli di seta, dei gioielli in filigrana o della lavorazione delle cassapanche, ma è anche rinomato per la produzione di Nepente, il delizioso vino DOC prodotto qui da uve cannonau.

Basta quindi fare qualche chilometro verso l’interno, per convincersi che la Sardegna non sia solo onde, borghi marinari e vita da spiaggia: il ricco entroterra sardo aspetta solo di essere svelato.

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