Quando si è alla ricerca di una destinazione che offra territori immersi nel verde, borghi storici, infinite opportunità di trekking e scoperte entusiasmanti, l’Appennino Tosco-Emiliano è una delle località italiane che salta subito alla mente. La sua ricchissima biodiversità e un paesaggio disegnato da boschi, vallate, laghetti e riserve naturali ne fanno un luogo quasi magico, dove molte famiglie scelgono di trascorrere qualche giorno di vacanza: in estate, per trovare rifugio dal caldo eccessivo, e nelle stagioni più fresche, per respirare aria pulita e assaporare tutta la tipicità delle sue tradizioni. 

Entrato a far parte, dal 2015, delle Rete delle riserve “Uomo e Biosfera” MaB UNESCO, l’Appennino Tosco-Emiliano segue la dorsale appenninica al confine tra la Toscana e l’Emilia-Romagna e comprende nei suoi territori diverse province e comuni a cavallo tra le due regioni, accomunati da una straordinaria ricchezza naturalistica e da una flora e una fauna che si rivelano incredibilmente emozionanti, per i più piccoli, ma anche per mamme e papà.

Scegliere un soggiorno tra le bellezze dell’Appennino Tosco-Emiliano significa fare una full immersion nel meglio che i territori del Centro Italia hanno da offrire, nei loro colori, nei loro profumi e nei loro sapori caratteristici. Osservare da vicino natura e cultura di queste zone sarà un’esperienza imperdibile, per tutta la famiglia.

Ma cosa vedere nell’Appennino Tosco-Emiliano? E quali sono i punti da segnare sull’itinerario? 

Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano

Questo Parco Nazionale ingloba nei suoi confini molti degli habitat che caratterizzano il territorio degli Appennini, dalle foreste di conifere, alle brughiere, fino alle alte vette e al tipico fondovalle. Le cime del parco, come il Monte Cusna o il Monte Prado, arrivano ai 2.000 metri di quota e sono numerosi anche i luoghi da visitare a valle, come piccoli borghi storici, chiese, castelli e vie di passaggio antiche, come i tratti della via Francigena.

Dai punti panoramici del parco si possono scorgere al contempo paesaggi montani e, in lontananza, il mare: uno scenario che rende davvero curioso passeggiare tra queste zone verdi. Sono due le sedi del parco e quattro i suoi centri visita, dai quali partire per indimenticabili esperienze di trekking sull’Appennino Tosco-Emiliano: è possibile qui seguire sentieri escursionistici a piedi oppure percorrere le vie del parco in sella a una bicicletta o, ancora, a cavallo, mentre in inverno il paesaggio si trasforma e rende possibili originali camminate con le ciaspole ai piedi, ma anche sessioni di sci, sci di fondo, nordic walking o scialpinismo.

I percorsi del Parco adatti a tutta la famiglia sono ben segnalati da cartelli esplicativi e indicazioni precise, e molti cammini presentano dislivelli poco impegnativi e adeguati anche ai più piccoli esploratori. Tra gli itinerari più frequentati ci sono i percorsi ad anello che guidano verso le sorgenti del Secchia, quelli che portano verso il Passo del Lagastrello, o quelli che accompagnano alla scoperta del sistema carsico locale. Da non perdere è certamente una visita al cuore pulsante del parco, ossia la Pietra di Bismantova, una gigantesca montagna d’arenaria, citata anche da Dante nella sua Divina Commedia, che presenta una forma curiosa e una cima piatta: un vero paradiso per gli amanti dell’arrampicata.

L’enogastronomia locale è uno dei punti di forza da menzionare senza dubbio: la varietà paesaggistica e naturale fa da sfondo a un’ampia varietà culinaria e a una serie di prodotti tipici decisamente invitanti: i palati più curiosi non potranno non esplorare i prodotti a marchio DOP e IGP del territorio e i suoi presidi Slow Food.

Pietra di Bismantova

I numerosi parchi naturali della zona

L’Appennino Tosco-Emiliano racchiude in sé diverse aree naturali protette, ideali da visitare in famiglia per far vivere ai più piccoli emozionanti incontri con i panorami più suggestivi delle zone centrali della penisola, nonché con i loro animali caratteristici.

Il Parco dei Cento Laghi, ad esempio, si estende a un’altitudine che varia tra i 400 e i 1.650 m s.l.m. ed è un piccolo dedalo di sentieri che si snodano tra aree agricole, prati, boschi e ampi pascoli, tra i quali spuntano piccoli centri abitati che meritano senza dubbio una visita. Qui si può passeggiare nella più totale libertà, andando alla ricerca del Lago Santo, del Lago di Ballano o del Lago Verde e si possono toccare con mano le origini di alcune delle eccellenze agroalimentari tipiche del territorio, come il Prosciutto di Parma DOP o il Parmigiano-Reggiano DOP.

Il Parco dei Cento Laghi è parte dei Parchi del Ducato, un gruppo di meravigliose zone naturalistiche dell’Emilia occidentale, dotati di habitat straordinari e di scenari decisamente imperdibili. Ne fanno parte anche, tra gli altri, il Parco dello Stirone e del Piacenziano, il Parco Fluviale del Taro e il Parco dei Boschi di Carrega: visitare queste zone significa tuffarsi in un mondo di opportunità di trekking ed escursioni nel verde, da percorrere a piedi, a cavallo o in MTB, a seconda dei gusti personali di grandi e piccini in visita qui.

I borghi dell’Appennino Tosco-Emiliano

Dove andare, sull’Appennino Tosco-Emiliano, se ad una vacanza attiva, ricca di attività outdoor da fare insieme, si vuole aggiungere un pizzico di cultura? I borghi caratteristici qui sono davvero numerosi e si inseguono tra colline, pianori e cime boschive.

Il piccolo centro storico di Cerreto Alpi, ad esempio, sorge lungo la vecchia strada della Lunigiana e ha un nucleo di grande interesse architettonico: il suo antico mulino è stato restaurato e funge oggi da Centro Visite del Parco dell’Appennino Tosco-Emiliano, mentre da qui si dipartono diversi sentieri che conducono verso i vicini monti del Cerreto e verso Cerreto Laghi. Passeggiando lungo vecchie mulattiere si possono esplorare i laghi montani della zona, come il Lago Le Gore, il Lago Pranda, il Lago Cerretano e il Lago Scuro: il paesaggio qui lascia sempre a bocca aperta.

Un’attività molto amata dai bambini è anche la caccia alle panchine giganti dell’Appennino Reggiano: il Big Bench Community Project è infatti un progetto artistico nato dal designer USA Chris Bangle e vede protagoniste diverse panchine fuori misura dislocate in punti particolarmente panoramici del territorio. Le loro dimensioni incuriosiscono sempre, sia i bimbi che gli adulti ancora capaci di farsi entusiasmare da questi piccoli particolari fuori dal comune. Le Big Bench sono quattro e si trovano a Ligonchio, sul Monte Fosola, a Baiso e a Castellarano.

La Panchina Gigante di Ligonchio è tappa fissa per chi si muove verso il Monte Cusna: dal paese si dipartono infatti numerosi sentieri escursionistici che guidano verso vette, rifugi e incontaminati angoli nascosti. La passeggiata per raggiungere l’enorme panchina rossa di Ligonchio parte dalla piazza del paese e porta in circa 20 minuti alla destinazione, sul Monte della Croce, con un percorso alla portata di tutti.  Da qui è possibile ammirare un panorama che spazia da Ligonchio e i suoi verdeggianti dintorni, fino alla valle dell’Ozola e alla Pietra di Bismantova, visibile in lontananza

Lago Santo - Corniglio

Pedalare sull’Appennino Tosco-Emiliano

Queste zone d’Italia sono meta ideale per gli sport all’aria aperta, compreso il ciclismo su strada, il downhill e la mountain bike: le famiglie che in vacanza proprio non riescono a stare ferme, ma desiderano cimentarsi in mille diverse esperienze outdoor, trovano qui pane per i loro denti.

Un tour spesso scelto dai biker è quello che gira attorno alle pendici dell’alta Pietra di Bismantova, un percorso ad anello che dal paese di Castelnuovo scorre per una quindicina di chilometri attraversando diversi centri locali di interesse, quali Vologno, Maro e Casale, e affrontando un dislivello di appena 100 metri circa: accessibile a tutti, permette di osservare la Pietra da ogni angolatura.

Gli itinerari per bici da strada sono qui pressoché infiniti, ma anche gli appassionati di MTB trovano in questo tratto di Appennino di che divertirsi. L’anello del Monte Cusna è uno dei tracciati più gettonati, insieme ai sentieri verso i Prati di Logarghena, tra torrenti, pascoli e insediamenti rurali abbracciati dalle vette appenniniche. Chi ama l’adrenalina più pura, può cimentarsi invece del downhill sfruttando ad esempio le seggiovie attrezzate di Cerreto Laghi e Prato Spilla.

I prodotti tipici dell’Appennino Tosco-Emiliano

Il Parmigiano Reggiano è tra i formaggi più famosi, sia in Italia che nel mondo e scoprire come viene prodotto è un’attività che emoziona sia i piccoli turisti che i più grandi. Visitare i caseifici dell’Appennino Tosco-Emiliano consente di svelare tutti i segreti della creazione di questa eccellenza gastronomica tutta italiana, e di degustare alcuni dei migliori sapori della penisola.

Le fasi di produzione dell’autentico Parmigiano Reggiano DOP sono diverse e delicate e la sua realizzazione richiede pochi e semplici ingredienti di base, come latte, caglio e sale, un’immensa pazienza e tanta maestria artigianale. I lunghi mesi di stagionatura e i molti controlli di qualità riescono a rendere il prodotto una vera e propria rarità: cosa c’è di meglio che unire le passeggiate nel verde a una visita ad una delle molte latterie della zona, sempre disponibili ad aprire le loro porte ai visitatori?

Tra gli altri prodotti tipici e genuini dei territori appenninici ci sono sicuramente i vini: tra DOC e IGP sono numerose le etichette che rendono orgogliosi i produttori locali. I sapori del nettare degli dei qui prodotto sono celebri a livello globale e per soddisfare le esigenze di adulti e bambini è possibili unire le degustazioni di qualche buon bicchiere a scampagnate tra le vigne e degustazioni delle tipicità gastronomiche della zona. Da non perdere ad esempio sono i formaggi locali, come la ricotta o la ricotta di pecora, il pecorino toscano DOP o la Caciotta della Lunigiana. Ma anche i funghi, i frutti di bosco, il miele, la torta di farro e il pane di patate della Garfagnana e molti altri.

 

Insomma, oltre che un viaggio nella natura, un soggiorno sull’Appennino Tosco-Emiliano può trasformarsi anche in un viaggio tra le tradizioni, i metodi di produzione tramandati di generazione in generazione e i più autentici sapori capaci di deliziare ogni palato, anche il più esigente.

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